Parrocchia Madre Teresa di Calcutta 

Martinsicuro (TE)

URIEL: GUARITO NEL GREMBO DELLA MAMMA


DON MARCO: Ecco una meravigliosa famiglia di Dio: Veronica e Damian ed i figli Enilce ed Uriel. Vivono a Pineto (PE) Sono argentini e sono in Italia da tre anni. Raccontateci la vostra storia.

VERONICA: L’anno scorso (2012) sono rimasta incinta per la seconda volta. I medici hanno scoperto delle cisti che interessavano tutto il polmone sinistro. Ci hanno avvertito che questa situazione era piuttosto grave, che portava allo scompenso cardiaco, danni allo sviluppo del polmone destro, e che forse il piccolo non ce l’avrebbe fatta. Ci hanno consigliato l’aborto in quanto in questi casi è la pratica abituale perché questa malattia è una cosa nuova e non ha cure. Le cisti avrebbero spostato il cuore e compromesso gli altri organi. Nel caso del parto sarebbe stato necessario comunque intervenire subito chirurgicamente. Questa malattia è nuova e non si sapeva come sarebbe venuto il bambino e tante altre cose…

Il nostro matrimonio è sempre stato fondato in Dio, non abbiamo neanche preso in considerazione l’aborto ed abbiamo deciso di andare avanti nella gravidanza. Ogni settimana i dottori ci dicevano un’altra cosa, non ci garantivano niente perché non c’era nessuna cura. Ma questa ‘disgrazia’, come qualcuno l’ha definita, ci ha unito come famiglia e ci ha fatto pregare molto di più. Poi abbiamo conosciuto don Marco che ci ha dato il suo sostegno incondizionato sia con le parole, sia con le preghiere. Dopo abbiamo cominciato a fare le preghiere per la guarigione ed ogni settimana seguente facevamo l’ecografia per vedere se c’erano stati miglioramenti. Dopo la prima preghiera di guarigione, fatta davanti al SS. Sacramento e con l’Unzione degli Infermi nella piccola chiesa di via Napoli a Martinsicuro, l’ecografia fece notare che lo sviluppo delle cisti si era fermato. Il nostro dottore disse che la cosa poteva rientrare nella norma della malattia, dato che il suo sviluppo era sconosciuto. Settimana dopo settimana le cisti si riducevano sempre di più ed il bambino nel grembo tornava a crescere normalmente. Il cuore e gli altri organi erano tornati al loro posto, così anche il peso. Il dottore ci diceva sempre di stare attenti perché lo sviluppo della malattia era sconosciuto, poteva peggiorare già dalla settimana seguente o addirittura non esserci più. Poi i dottori decisero di fare il cesareo perché non poteva nascere di parto naturale a causa dell’eccessivo sforzo e della sofferenza che il parto avrebbe causato al polmone. Ma Uriel ha deciso di nascere col parto naturale il 15 dicembre. Al di là di tutto quello che hanno detto i medici Uriel ha 3 mesi e sta crescendo bene. Noi siamo sicuri che tutto quello che aveva è sparito ma i medici ancora non credono e hanno deciso di fargli una tac, che hanno fissato per il 5 aprile. Secondo loro quello che è successo a Uriel non è possibile. Pensano alla possibilità che al polmone sinistro ci sia ancora almeno una ciste. Si tratterebbe allora di cancro al polmone e i medici dovrebbero asportarne una parte. Ma dopo la preghiera quella ciste si è talmente ridotta che nel peggiore dei casi si tratterebbe di togliere solo una piccola parte del polmone e lui vivrebbe una vita del tutto normale. Noi siamo felici e tutto questo grazie a Dio e alla Madonna. Noi siamo convinti che è stata la preghiera di quelli che ci conoscevano e di quelli che non ci conoscevano. Questi miracoli avvengono soprattutto quando ci sono persone che pregano per coloro che non conosci e abbiamo trovato tanta gente di fede durante questo difficile percorso. Se ad aprile ci diranno che dobbiamo fare l’intervento noi siamo sicuri che Dio ci assisterà come ci ha assistito finora perchénon noi né i dottori, ma Lui ha deciso per la vita di Uriel, e siamo certi che Lui ci darà un’altra possibilità. Noi vi chiediamo solo di continuare a pregare per Uriel. Dopo il 5 aprile vedremo che succede. Nella radiografia fatta ad Uriel appena nato non si vedeva più nessuna ciste ed i medici hanno detto: “Non è possibile che non ci sia niente!” Ecco, questo è un miracolo, una cosa umanamente impossibile!